La luna in gabbia
La luna in gabbia
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224 pagine
La luna in gabbia non è visione, ma realtà raccolta attorno alla “meraviglia di credere alla favole, quelle che divertono la fantasia, non altre”. Parla d’amore, di lotta di tempo fuggevole. Alessandra Tonizzo (BresciaOggi)
Storie e segreti che Maria Sardella affida a una narrazione polifonica dal poetico respiro. Per dire dell’armonico disordine del paese, e dare spazio alla luna...capace di liberare la vita dalla sua gabbia. Piera Maculotti (BresciaOggi)
La preziosità di questo romanzo sta nell'originalissima voce narrante e nel linguaggio fortemente evocativo e magico capace di generare un mondo variopinto e denso di umanità.
Marianna Guida, scrittrice.
Un tracciato autografo di memoria, da cui riavviare il nastro dell’intreccio con un surplus di umanità e disincanto verso ciò che si è perso, o si sta ancora perdendo, nell’accedere impervio odierno a persone e cose, forse, senza più un (C)entro. Roberto Ranieri, scrittore. (Non solo cinema)
Che cosa hanno in comune Giovanna e Clelia? Qual è il segreto che le divide? Entrambe le protagoniste si muovono in uno scenario di paese attraverso una narrazione simile nella struttura a quella urbanistica del paese medesimo: semplice e popolare, antico e nuovo, stratificato e compatto, senza piano regolatore, scontato eppure sorprendente, con almeno quattro voci narranti, giovani e vecchi, adulti e bambini (e animali). In bilico tra collina e mare, tra ieri e oggi al Sud d’Italia. Queste le intenzioni del romanzo che gira intorno all’amore contrastato e antico di Clelia e Peppe, lo straniero eccentrico, e a quello contemporaneo di Giovanna e Riccardo in cerca di nuovi equilibri; a Tommaso (uno dei loro figli) amante delle storie meravigliose, quelle dei morti su tutte; a un abito da sposa scomparso, alla parola perduta e ritrovata, a una coppia di animali parlanti che svelano i segreti. E a un viaggiatore curioso che ascolta, annota e scrive.
L'AUTRICE
Maria Sardella è nata a Canosa di Puglia, vive a Brescia dal ’75. Ha pubblicato nel 2009 «Così è la vita amore mio» (Matera, Altrimedia Edizioni 2009) Primo Premio al Città dei Sassi 2008, la traduzione di Tahar Djaout, «L’ultima estate della ragione» (Brescia, Bibliofabbrica, 2009), Premio Qualità per la traduzione nella Fiera della Microeditoria di Chiari nel 2009. «La musica del mais» (Brescia, Bibliofabbrica, 2015) e «La luna in gabbia» (Martina Franca, PubGold, 2017). Tra gli otto vincitori nel 2010 al contest Blusubianco, Scuola Holden di Torino, col racconto «Ce n’est qu’un debut». Col romanzo «La linea», ha vinto il Premio Inedito delle colline di Torino nel settembre 2021. Gestisce il blog Otium. (www.ipazziando.blogspot.com)
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